Viaggio virtuale nel nostro Atelier dello Champagne

Questa volta il nostro viaggio virtuale a conoscere le aziende partecipanti all’Atelier dello Champagne, ci porterà da tre produttori dislocati nella Vallée de la Marne, nella Côte des Blancs e nella Montagne de Reims.

Cuisles è un piccolo villaggio di poco più di cento anime, situato nel cuore della Vallée de la Marne. Qui André Heucq, nel 1936, smette di produrre vini per il consumo personale e incomincia l’attività di produzione e vendita di Champagnes. Nelle tre generazioni che si sono susseguite si sono ammodernate le tecniche di vinificazione, perfezionato gli affinamenti in legno ed impiantato vigneti dando importanza al Meunier. La natura del suolo è praticamente unica a Cuisles vista la presenza di argilla verde e non calcarea come nel resto del territorio. Oggi la Heucq Père et Fils opera con la filosofia di coltura biodinamica. Dopo la vendemmia i mosti fermentano alcuni in acciaio e altri in botti provenienti dalla Borgogna, dove nel loro prima passaggio c’era del Meursault ad affinare, mentre la presa di spuma avviene tutta coi tappi di sughero. In seguito al dégorgement non viene aggiunta solforosa e i dosaggi sono bassissimi. Avremo l’occasione di assaggiare quattro etichette, cominciando dal Brut Tradition da sole uve meunier, con tre anni sui lieviti e composto dal 40% di vini di riserva. Delicato, dal profumo di mela renetta, frutta secca e erbe aromatiche. Per l’Extra-brut ed il Nature si segue lo stesso procedimento ma con un’invecchiamento minimo sui lieviti di quattro anni ed un dosaggio di 4 g/lt. per il primo e zero per il secondo. Chiudiamo con il Rosée de Saignée, da Meunier in purezza anch’esso e 100% macerazione sulle bucce, ne ricavano un Rosé di bella struttura (la parcella utilizzata per questo vino ha piante di più di 50 anni di età) che sa di petali di rosa, fragola di bosco, ribes e zenzero.

Il nostro viaggio ci porta adesso a Mesnil-sur-Oger nella Côte des Blancs. Alla guida della Philippe Gonet troviamo oggi Chantal e Pierre, rappresentanti della settima generazione. Diciannove ettari di proprietà coltivati principalmente a chardonnay, tutti classificati tra l’80% ed il 100% nella scala qualitativa dei cru. Saranno ben sei le etichette in assaggio e si comincia dal Brut Réserve ottenuto da chardonnay, pinot nero e meunier in parti uguali, bellissima espressione dell’eleganza di casa Gonet, alla base anche degli altri assaggi. Si prosegue con il 3210 Blanc de Blancs Extra-Brut. Tre come gli anni di affinamento sui lieviti, due come le parcelle utilizzate, uno come il vitigno lo chardonnay e zero come il dosaggio. Terzo assaggio dedicato al Blanc de Blancs Grand cru 2009, uno degli emblemi aziendali e ottenuto dallo chardonnay del comune di Montgueux. Altro simbolo della Maison è il Roy Soleil BdB Grand cru in omaggio a Luigi XIV, al quale lo champagne deve la sua notorietà mondiale e da uve chardonnay di Mesnil-sur-Oger. Olfatto che profuma di agrumi e frutta candita. Cremosità anche all’assaggio. Chiudiamo con le due cuvée Ter da uve da coltivazione biodinamica chiamate 7eme generation proprio perché volute da Chantal e Pierre. Il Blanc è da sole uve chardonnay dei comuni di Oger, Mesnil-sur-Oger e Ludes, mentre nel Noir si utilizzano le tre uve in parti uguali. Lo chardonnay del comune di Mesnil-sur-Oger, il Pinot Noir di Montgueux ed il meunier da La Chapelle-Monthodon.

Il percorso di oggi si chiude a Ecueil nella Montagne de Reims dove, nel 1881, è stata fondata la Maison Louis Brochet. Quattro generazioni di récoltants-manipulants, operano nei loro vigneti di proprietà seguendo la filosofia della coltivazione biologica. Marie Arsène Brochet è stata la prima a fare selezione massale dei vigneti in Champagne, scegliendo quelli che erano i migliori cloni di Pinot Nero aziendali. Oggi occupano i 3/4 della totalità dei vigneti. L’azienda così come la conosciamo oggi ha avuto un punto di svolta, quando i fratelli Hélène e Louis Brochet hanno preso in mano le redini della conduzione aziendale nel 2013. Gli assaggi cominceranno dal Brut Premier cru, composto dall’80% di pinot nero, 15% chardonnay e 5% meunier. Giallo dorato intenso, di grande freschezza ed estremamente sapido. Il Rosé ha la medesima composizione e si ottiene all’aggiunta di coteaux champenois, si chiude poi con il millesimato 2013 Cuvée Adèle da 65% Pinot Noir e 35% chardonnay. Questo vino è dedicato alla piccola Adèle nata proprio in quell’anno e prodotte in sole 6.500 bottiglie. Note di frutta bianca matura, pane grigliato e miele. Bocca ampia, carbonica delicata e di grande articolazione gustativa.

Presto per scoprire altre Maison in degustazione il 24 e 25 Marzo.