A spasso nei dintorni di Reims

A metà strada tra Reims ed Epernay, sul versante nord della Montagne de Reims, troviamo un piccolo villaggio chiamato Rilly-la-Montagne dove ha sede la Maison Vilmart & Co. fondata nel 1890 e azienda che segue la filosofia della coltivazione biologica in vigna. Dopo la vendemmia, le uve vengono portate in cantina e in seguito ad una decantazione naturale, tutti i mosti passano in legno per la fermentazione alcolica. Niente malolattica per mantenere la tensione e la freschezza dei vini. Laurent Champs, lo chef de cave di Vilmart & Co., procede poi con l’elaborazione delle cuvée per poi passare in bottiglia per la presa di spuma. Tre anni sono l’affinamento minimo dei non millesimati, mentre i millesimati passano sui lieviti tra i cinque e gli otto. Tre le etichette in assaggio. Si incomincia con la Grande Reserve, composto da 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay. Si procede con il Grand Cellier, champagne di bellissima struttura, ottenuto da 70% Chardonnay e 30% Pinot Nero. Si chiude poi con il Grand Cellier Rubis 2011, ovvero il grande Rosé millesimato di casa Vilmart, nonché tra le più belle espressioni della Champagne. Viene prodotto con il 60% di Pinot Nero da macerazione e da 40% Chardonnay. La maturazione dei vini base avviene tutta in pièces da 228 lt.

Ci spostiamo adesso sul versante sud della Montagne de Reims, e più precisamente ci troviamo a Damery, dove ha sede la maison Caillez Lemaire, i cui vigneti sono a ridosso del fiume Marna. Alla guida di questa piccola azienda di soli 7 ettari, troviamo Virginie e Laurent, gestori dei vigneti che Annie ed Henri Caillez hanno condotto per circa trent’anni. Lo stile dell’azienda è estremamente tradizionale, niente malolattica per mantenere la tensione acido-sapida e quasi tutti i mosti passano in botti usate di quattro anni per le prime fermentazioni. Questa scelta è fatta ovviamente per aumentare la complessità e la ricchezza aromatica, ma anche per gestire meglio la vinificazione delle singole parcelle. Porteranno tre etichette in assaggio cominciando dalla Cuvee Reflets, di maggioranza Meunier, questo champagne passa 24 mesi sui lieviti ed esprime un carattere croccante, frutta secca e molto floreale. Passiamo poi ad un prodotto molto particolare come la Cuvee Rosé Extra-dry, anch’esso ottenuto in prevalenza da Meunier e dosato a 14 g/lt. Ottimo come Champagne da fine pasto, ma anche all’aperitivo se servite delle crudités di crostacei. Terzo vino in assaggio la Cuvee Jadis del grande millesimo 2008. Per la Cuvée Jadis (come una volta…) le maturazioni sui lieviti sono fatte con il tappo in sughero, graffate e con un invecchiamento minimo di 8 anni. Composto da 60% Chardonnay, 30% Pinot Nero e 10% Meunier e messo in commercio nella tipologia Extra-brut. E’ una delle etichette imperdibili del wine tastino per la sua complessità, pienezza gustativa ed una persistenza che si farà ricordare a lungo.

Qualche chilometro piùa nord ci porta nel villaggio di Sacy dove dal 1874 ha sede la maison Dumenil. Da allora ne conserva lo spirito famigliare e indipendente per ben cinque generazioni con a capo, oggi, Frédérique et Hugues Poret-Duménil. Gli champagne di questa casa sono prodotti esclusivamente da terroirs premier cru, dove freschezza e verticalità sono contrastate da una bellissima maturità data dall’impiego preciso dei Vins de Riserve e dalle lunghe maturazioni in cantina. Vigneti coltivati in regime biologica con attenzione nella raccolta delle uve a piena maturazione. Tre etichette in assaggio al loro banco, dove partiremo con la Grande Reserve composto dai tre vitigni principali in parti uguali e dove rientra un buon 50% di vini di riserva. Si continua con il Vieilles Vignes da uve prevalentemente di Chardonnay delle vigne più vecchie piantate a Ludes e terminiamo con il millesimo 2008 di grande tensione, energia e progressione gustativa.

A presto con il proseguo del racconto delle aziende che prenderanno parte all’Atelier dello Champagne di Varese.

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