Partendo da Reims arriviamo sino a Vrigny

Siamo a Reims, la capitale della champagne e dello champagne. Qui, nel lontano 1734 un commerciante di vini di nome Jacques Fourneaux fondò una piccola attività famigliare. Non era tuttavia consapevole che quella da lui creata, sarebbe diventata nel tempo una delle più importanti maison di questa regione: la Taittinger. La svolta la si deve a Pierre-Charles Taittinger nel 1932. Pierre-Charles era particolarmente legato al vitigno chardonnay, tanto da farlo diventare la “base” su cui ruota lo stile maison. Nel 1952 nasce così il Comtes de Champagne, la prima cuvée de prestige in assoluto ottenuta da quest’uva. Oggi posseggono quasi 300 ettari di vigneti di proprietà e nove sono le tipologie prodotte. A Varese ci saranno in degustazione tre di queste, partendo ovviamente dal Brut Prestige, composto da 40% chardonnay, 35% pinot noir e 25% meunier e ottenuto da una cuvée di 35 cru differenti. Uno champagne di bellissima trama e profondità, degno biglietto da visita di questa azienda. Si passa poi al Brut Prestige Rosé, un bellissimo Rosé da assemblaggio con il 15% di vini rossi provenienti dalla Montagne de Reims e da Riceys che profuma di fragoline di bosco. Si chiude con l’ottimo millesimato 2013, in proporzioni uguali tra chardonnay e pinot nero ed un soggiorno sui lieviti di cinque anni.

Altra grande Maison di prestigio presente all’Atelier dello Champagne è Lanson. Azienda fondata nel 1760, inizialmente da François Delamotte e poi nei primi anni dell’800 con il passaggio nelle mani dell’amico Jean-Baptiste Lanson. Ma il vero impulso è stato dato da Victor Lanson subentrato nel 1928, quando iniziò ad utilizzare il pinot noir dell’Aube nella loro etichetta d’entrata chiamata Black Label. Furono i primi ad utilizzare l’acciaio per le fermentazioni dei vins clairs e senza malolattica. Purtroppo ha conosciuto un periodo di declino andando a perdere la quasi totalità dei vigneti fino a quando è stata acquisita dal gruppo LVMH nel 2006 salvo poi essere rivenduta a Philippe Baijot. Quest’ultimo ha avuto la forza imprenditoriale di dare nuovo lustro alla maison con l’ingaggio di Jean Paul Gandon come chef de cave capace di riportare i vini sul livello di eccellenza. Adesso troviamo Hervé Dantan che è stato suo vice prima di prendere le redini della conduzione enologica. Tre etichette in assaggio partendo dal bellissimo Black Label Extra Age, un multi millesime da vigneti premier e grand cru, con cinque anni di maturazione sui lieviti. Si passa poi al Rosé Label, una delle prime etichette Rosé nella storia della Champagne e poi si chiude con la pluripremiata annata 2008 con il Gold Label millesimé, etichetta assolutamente da non perdere.

Puntiamo verso Vrigny, villaggio nel cuore della Montagne de Reims, e andiamo a far visita a Roger Coulon. Alla guida di questa piccola azienda gioiello c’è Isabelle e Eric Coulon l’ottava generazione. Lo stile voluto da Eric è quello di immedesimarsi con la vigna, rispettando gli equilibri naturali, e di saper cogliere il meglio da ogni annata, cercando di portare in bottiglia ogni caratteristica legata a vitigno, terroir e millesimo. Anche qui avremo tre etichette in degustazione. La prima è la cuvée Heri Odie Brut Premier cru assemblaggio di 50% meunier, 25% chardonnay e 25% pinot noir. Il secondo assaggio riguarda il Rosé Extra Brut Rosélie Premier cru, un rosé de saignée quasi un meunier in purezza. Si chiude con la riserva Heritage Extra-brut ottenuto da 80% chardonnay e 20% pinot noir da una singola parcella. Altra etichetta che non deve assolutamente mancare sul vostro taccuino degli assaggi.

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